mostra temporanea

Henri Arnaud: Immagini di un valdese non valdese

aperta dal
14/08
al 30/11
prorogata fino al 12/12

La mostra sarà visitabile negli spazi espositivi della
Fondazione Centro culturale valdese
dal giovedì alla domenica: 15 – 18

Sono trascorsi 300 anni dalla morte di uno dei personaggi mitici della storia valdese: Henri Arnaud, colonnello e pastore di quei valdesi che nel 1689 con un impresa rimasta epica rientrarono nelle loro valli dalla Svizzera, dopo due anni di esilio forzato.

Per ricordare la figura di Henri Arnaud la Fondazione Centro culturale valdese ha deciso di presentare un percorso all’interno della narrazione che di lui nei secoli è stata fatta attraverso le immagini e le stampe. Una sorta di viaggio nella creazione del racconto che su Arnaud, e sui valdesi, è stato fatto da chi in questi tre secoli ha raccontato questa minoranza protestante in Italia adattandola alla propria epoca: dagli storici francesi a quelli valdesi, dagli illustratori inglesi a Edmondo De Amicis, dall’artista Gannaro d’Amato al pittore Maurizio Pellegrini, dall’artista olandese Mia van Oostveen a Paolo Paschetto, da Umberto Stagnaro ad Andrea Tridico.
Un percorso attraverso più di trenta rappresentazioni del pastore-colonnello dei valdesi (in mostra si trovano dipinti, incisioni, vetrate, fumetti…) realizzate tra il 1691 e il 2021.

HENRI ARNAUD

Arnaud nasce nel 1643 “ugonotto di Embrun”, quindi riformato francese, ma è anche figlio per parte di madre di una famiglia italiana riformata fuggita per motivi di religione da Dronero. Henri però era anche “valdese” perché “adottato” dal mondo delle Valli valdesi dove la sua famiglia si era rifugiata, e da un certo momento in poi per appartenenza ecclesiastica. Proprio a causa del suo essere francese prima, e valdese poi, finisce per essere profugo in Svizzera e poi definitivamente in Germania, dove vivrà gli ultimi anni di questa sua duplice appartenenza (morirà a Schönenberg nel 1721).

Insomma una vita quella di Arnaud trascorsa alle Valli e in Europa come resistente, spesso come migrante per fatti religiosi o come esule perché guida del suo gregge.

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