.Gueiza ‘d la tana (Angrogna)

Non è raro trovare nelle Alpi cavità o caverne che la fantasia popolare ha sempre ritenuto abitate da personaggi misteriosi. Quelle della val d’Angrogna sono popolate invece da uomini e donne: la tradizione locale le ha infatti ricollegate a quello che costituisce l’identità profonda della comunità valdese: la storia. La grotta anonima è diventata così la gueiza, la chiesa. È probabile che il toponimo abbia origine antica, ma il luogo assume rilievo particolare agli inizi dell’Ottocento quando diventa una delle tappe per i viaggiatori inglesi in visita alle Valli.

Ciononostante è poco probabile che i valdesi abbiano scelto un luogo che poteva risultare pericoloso per le loro adunanze: i documenti parlano più di località appartate, boschi, radure; in caso di attacco la grotta diventa infatti una trappola senza via di scampo. La fantasia è però più affascinante della storia e la gueiza ha offerto certamente occasioni a molti visitatori di vivere un’esperienza immaginando l’assemblea raccolta alla luce di fioche candele, il predicatore nell’ombra sul fondo. Il fascino della grotta è andato così crescendo nel tempo trasformandosi da luogo di memoria, legato ad una vicenda storica molto particolare, in luogo di esperienza e di meditazione. La gueiza illustra questo fatto singolare: i luoghi storici significativi, pregnanti, hanno vita propria, finiscono con avere essi stessi una storia.

.ACCESSO E SERVIZI

Auto: è possibile parcheggiare in località Serre.
Bus privati: mezzi lunghi fino a 12m transitano sulla strada e possono parcheggiare in località Serre.
Mezzi pubblici: treno o bus fino a Torre Pellice poi bus comunali da Torre Pellice ad Angrogna, più frequenti nel periodo scolastico.

.ACCESSO PER PERSONE
A MOBILITÀ RIDOTTA
NO

.APERTURA

Il sito è accessibile tutto l’anno salvo abbondanti nevicate.

.VISITA E INFO

Per visite guidate e informazioni rivolgersi a  il.barba@fondazionevaldese.org

.Coulege dei Barba (Angrogna)

Pra del Torno è la più isolata delle borgate del comune e proprio per questo fu il luogo di ultima resistenza e di rifugio della popolazione valdese nel corso delle guerre condotte dai governi sabaudi. Probabilmente anche per questo fu un luogo di ritiro e di formazione dei barba medievali. I barba furono nel Quattrocento i responsabili del movimento valdese e viaggiando in coppia visitavano i gruppi di credenti in forma clandestina. Documenti medievali attestano l’esistenza di una schola, un centro di formazione, a Pra del Torno. Agli inizi dell’Ottocento si credette di poterla indicare in questo fabbricato. Il Coulège dei barba iniziò così la sua carriera di luogo storico e nel piccolo locale intorno alla grande tavola di pietra, con sopra la Bibbia, molti rividero nella penombra i barba intenti allo studio.

.ACCESSO E SERVIZI

Auto: è possibile arrivare e parcheggiare a Pra del Torno nei parcheggi segnalati
Bus privati: lunghi fino a 12m transitano sulla strada e possono parcheggiare a Pra del Torno.
Mezzi pubblici: treno o bus fino a Torre Pellice poi bus comunali da Torre Pellice ad Angrogna, più frequenti nel periodo scolastico.

.ACCESSO PER PERSONE A MOBILITÀ RIDOTTA NO

.APERTURA

Il sito è visitabile tutto l’anno, salvo abbondanti nevicate.

.VISITA E INFO

L’ingresso è ad offerta per la visita autonoma.
Per visite guidate e informazioni rivolgersi a  il.barba@fondazionevaldese.org

.Monumento di Chanforan (Angrogna)

La forma francesizzata Chanforan è la trascrizione del termine campo foraneo, località dove ha luogo la fiera. Probabilmente il toponimo fa riferimento ad una consuetudine del periodo medievale.
Il sito entrò nella vicenda valdese nel 1532, quando ospitò un’assemblea di barba, i predicatori medievali provenienti da tutta l’area valdese (Piemonte, Calabria, Provenza), e di predicanti provenienti dalla Svizzera, fra cui Guillaume Farel esponente di primo piano del movimento protestante. Le decisioni dell’assemblea segnarono l’ingresso del movimento valdese medievale nell’ambito della Riforma. Nel 1932 a ricordo di quella assemblea venne eretto il monumento realizzato con una stele di pietra, ricavata sulle alture di Angrogna, secondo il progetto del pittore Paolo Paschetto.

.ACCESSO E SERVIZI

Auto: è possibile parcheggiare in località Serre.
Bus privati: mezzi lunghi fino a 12m transitano sulla strada e possono parcheggiare in località Serre.
Mezzi pubblici: treno o bus fino a Torre Pellice poi bus comunali da Torre Pellice ad Angrogna, più frequenti nel periodo scolastico.

.ACCESSO PER PERSONE A MOBILITÀ RIDOTTA

Parziale

.APERTURA

Il sito è visitabile tutto l’anno salvo abbondanti nevicate.

.VISITA E INFO

Per visite guidate e informazioni rivolgersi a il.barba@fondazionevaldese.org

.Pra daval (Prali)

Per Pra Daval

Percorso

Il luogo di Pra daval, sopra la borgata di Ghigo di Prali, ricorda una delle assemblee fatte dai valdesi nel periodo della Riforma protestante nel XVI secolo.

 

In seguito alla decisione presa a Chanforan nel 1532 di inserire il movimento valdese in quello della Riforma, una minoranza aveva espresso forti riserve. Chiesero dunque che si interpellassero i fratelli dell’Unitas fratrum, l’Unità fraterna, un’importante comunità cristiana sorta in Boemia nel XIV secolo con cui i valdesi avevano sempre avuto rapporti molto stretti. I responsabili dell’Unità invitarono i valdesi a non abbandonare i principi che avevano fino ad allora orientato la loro fede, in particolare per quello che riguarda la commistione fra politica e religione. La lettera dei fratelli boemi, letta all’assemblea che si tenne a Prali il 15 agosto 1533, non modificò però l’orientamento generale e la decisione di Chanforan venne riconfermata. Negli anni a seguire il movimento valdese si organizzò progressivamente in chiesa riformata.

La chiesa locale avviò un processo di studio sull’assemblea del 1533 identificando nell’antico alpeggio di Pra daval uno dei possibili luoghi in cui si tenne e decidendo di porvi nel 2013 una targa a simbolica memoria degli avvenimenti citati.

.ACCESSO E SERVIZI

Auto: è possibile parcheggiare nella piazza di Ghigo di Prali o all’ingresso della borgata. Seguendo i pannelli si raggiunge il sito a piedi, lungo un sentiero di circa 20-25 minuti di cammino
Bus privati: fino a 12m possono transitare sulla strada e parcheggiare all’ingresso di Ghigo.
Mezzi pubblici: bus di linea da Torino a Prali, o treno fino a Pinerolo poi bus di linea per Prali.

.ACCESSO PER PERSONE A MOBILITÀ RIDOTTA NO

.APERTURA

visitabile tutto l’anno liberamente, salvo abbondanti nevicate nel periodo invernale

.VISITA E INFO

Per visite guidate e informazioni rivolgersi a il.barba@fondazionevaldese.org

.Monumento di Sibaud (Bobbio Pellice)

In località Sibaud si trova un cippo di pietra eretto nel 1889 a ricordo di un momento drammatico della vicenda valdese del XVII secolo: il cosiddetto “Glorioso Rimpatrio” del 1689. Dopo anni di esilio in Svizzera, con una lunga marcia chiamata in seguito “Rimpatrio” i valdesi rientrarono nelle loro terre; ma giunti a Bobbio Pellice molti membri della spedizione consideravano raggiunto lo scopo della lunga marcia cominciando a disperdersi. Henri Arnaud, in qualità di pastore e cappellano, intervenne d’autorità e radunò la truppa facendo presente che solo con un impegno unitario si sarebbe potuto resistere. Egli seppe impegnare soldati e ufficiali in un giuramento di reciproca fedeltà e riprendere l’impresa.
Questo patto ispirò a fine Ottocento un inno tuttora molto cantato nelle comunità valdesi: il Serment de Sibaud (in italiano “Giuro”).

.ACCESSO E SERVIZI

Auto: è possibile arrivare fino in località Sibaud, ma con difficoltà di parcheggio in loco.
Bus privati: fino a 12m possono parcheggiare nella piazza del paese. Si prosegue a piedi per circa 15 minuti, seguendo le indicazioni per il Tempio e per Sibaud.
Mezzi pubblici: treno o autobus fino a Torre Pellice poi bus di linea per Bobbio Pellice.

.ACCESSO PER PERSONE A MOBILITÀ RIDOTTA

Parziale

.APERTURA

Il sito è visitabile tutto l’anno salvo abbondanti nevicate.

.VISITA E INFO

Per visite guidate e informazioni rivolgersi a  il.barba@fondazionevaldese.org

.Gianavella (Luserna San Giovanni)

La Gianavella è legata al ricordo di Giosuè Gianavello (1617-1690), un contadino che fu a capo della resistenza nella tragica vicenda del 1655, quando truppe francesi e sabaude tentarono di eliminare la presenza valdese con la violenza. È senza dubbio il personaggio più ricordato e con maggior partecipazione per il carattere della sua vicenda, fra eroismo personale ed epica collettiva.

 

Una piccola mostra, ospitata al piano terra della casa, racconta delle vicende valdesi fino al 1600, della figura di Gianavello e delle vicende di cui fu protagonista: l’organizzazione della resistenza, la “guerra dei banditi”, la messa al bando sua e dei suoi uomini, infine l’esilio a Ginevra. Il visitatore dovrà però aggiungere del suo per penetrare nel mondo di Gianavello, passeggiando nei dintorni, immaginandolo nelle sue vigne o di vedetta con la sua banda sulle alture del Bric dei banditi.

.ACCESSO E SERVIZI

Auto: parcheggio limitato a poche auto presso la Gianavella Inferiore.
Bus privati: fino a 12m transitano sulla strada per Rorà fino al bivio per la Gianavella. A piedi per il restante tratto, circa 30 minuti.
Mezzi pubblici: treno o bus fino a Luserna San Giovanni.

.ACCESSO PER PERSONE A MOBILITÀ RIDOTTA

Difficoltosa

.ACCESSO PER PERSONE A MOBILITÀ RIDOTTA  1

.APERTURA

Il sito è visitabile tutto l’anno salvo abbondanti nevicate.

.VISITA E INFO

L’ingresso è ad offerta per la visita autonoma.
Per visite guidate e informazioni rivolgersi a  il.barba@fondazionevaldese.org

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